Citazioni: Il gatto nero | Edgar Allan Poe

“C’è qualcosa, nell’amore generoso e paziente di un animale, che va direttamente al cuore di colui che ha avuto frequente occasione di sperimentare la meschina amicizia e la tenue fedeltà – tenue come la tela di un ragno – di chi è solo un Uomo.”

Ciao a tutti! Oggi vi propongo un estratto da Il gatto nero di E. A. Poe. Il racconto fa parte della raccolta I racconti del mistero. 🐈

Nel 1840 l’autore realizzò la prima raccolta delle sue produzioni intitolata Racconti del grottesco e dell’arabesco, che comprendono a loro volta i Racconti del mistero.

Per grottesco si intendono eventi inquinanti, situazioni paurose, eventi tragici, scherzi con fine tragico, mentre per arabesco si vuole sottolineare ciò che è fantastico e bizzarro.

Tramite storie nate dalla sua creatività, Poe va indagare la psiche umana, che successivamente diventerà l’oggetto di indagine delle scienze. L’autore si sofferma sulla paura e sulle sue sfumature, passando dal tormento all’angoscia, ed infine al terrore.

In questo racconto si osserva l’evoluzione interiore del protagonista che da uomo sensibile e gentile si tramuta in una “bestia” senza compassione.

Come sempre, in occasione di questi articoli, lascio che sia il testo a parlare e far trasparire l’accuratezza dell’indagine interiore, senza aggiungere ulteriori informazioni. 😀 Buona lettura!

“Mi sposai giovane, e fui felice di trovare in mia moglie una indole congeniale alla mia.

Osservando la mia predilezione per gli animali domestici, non perdeva occasione di procurarmi quelli delle specie più piacevoli.

Avevamo uccelli, pesci dorati, un bellissimo cane, conigli, una scimmietta e un gatto.

Quest’uomo era un animale eccezionalmente forte e bello, tutto nero, e straordinariamente sagace. Quando parlava della sua intelligente, mia moglie, che in cuor suo era non poco imbevuta di superstizione, alludeva spesso all’antica credenza popolare che considerava tutti i gatti neri streghe travestite. Non che ne parlasse seriamente: se accenno alla cosa, è solo perché proprio ora mi è capitato di rammentarmene.

Pluto – era questo il nome del gatto – era il mio beniamino, il mio compagno di giochi. Io solo gli davo da mangiare, e in casa lui mi seguiva ovunque andassi, anzi, a fatica riuscivo a impedirgli di accompagnarmi per strada.

La nostra amicizia durò a questo modo per parecchi anni, durante i quali il mio temperamento, il mio carattere (arrossisco a confessarlo) avevano subito, ad opera del demone dell’Intemperanza, un radicale peggioramento. Giorno dopo giorno divenni più lunatico, più irritabile, più indifferente ai sentimenti altrui. Mi lasciai andare al punto da usare con mia moglie un linguaggio brutale. Alla fine, arrivai anche a picchiarla. I miei animali, naturalmente, risentirono di questo mutamento d’umore. Non solo li trascurai, ma li maltrattai. Per Pluto, tuttavia, conservavo ancora quel tanto di riguardo che bastava a impedirmi di malmenarlo come, senza scrupolo alcuno, malmenavo i conigli, la scimmia o anche il cane, quando per caso o per affetto mi venivano tra i piedi. Ma la mia malattia mi divorava sempre più (e quale malattia è paragonabile all’alcool?), e alla fine anche Pluto, che si faceva vecchio e di conseguenza un po’ fastidioso – anche Pluto cominciò a provare gli effetti del mio malumore.”

Vi consiglio di leggere l’intero racconto, e se vi va anche le altre novelle della raccolta. Troverete storie diverse per ambientazione e soprattutto personaggi dalla psicologia dettagliata e un’attenzione particolare agli effetti degli stati d’animo.

Spero che questo articolo vi sia piaciuto! Conoscevate già i racconti di E. A. Poe? Avevate già letto la storia del gatto nero?

🐈 miao!

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Cinema: SOLO a STAR WARS story | recensione [It]

Ciao a tutti! Era da un po’ che non scrivevo… 🤔 oggi vi porto a spasso per la galassia lontana lontana! Vi parlo di SOLO a Star Wars story.

Ma prima… vi piace come ho riprodotto il logo? 😀

La storia si pone, in linea temporale, tra Episodio III e Rogue One, e narra le vicende che hanno portato il giovane Han a diventare il pirata contrabbandiere che conosciamo in Episodio IV.

Non aspettatevi il classico film con Jedi, Sith, spade laser, Forza… No!

Lo scontro tra bene e male c’è, anche se a volte il confine tra le due parti è difficile da scorgere. Le battaglie spettacolari ci sono. Gli imperiali ci sono. Il Falcon c’è. I droidi anche. Non manca nulla.

Però bisogna considerare che si tratta della storia di Han, un ragazzo normale che cerca di sopravvivere in un mondo ostile.

Detto questo… buona visione! 😀 ah! Andatelo a vedere in 3D! 😎

TRAMA

Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…

Il giovane Han, ladro alle dipendenze di Lady Proxima nei bassifondi del pianeta Corellia, sogna di diventare un pilota e progetta la sua fuga insieme alla compagna Qi’ra.

Il desiderio di diventare pilota spingerà Han ad intraprendere una strada difficile, sulla quale si immetterà con il nome di Solo. Si tratta di una strada fatta di compromessi, complotti, tradimenti, contrabbando e ribellione, dove l’unica cosa certa sembra essere l’amicizia di Chewbecca.

Han apprende il mestiere del ladro mercenario e si unisce ad un gruppo che lavora per uno dei sindacati criminali che si sartiscono il controllo delle risorse energetiche. Proprio per recuperare un carico di Coassio grezzo, Han si rivolge a Lando Calrissian, il quale gli propone il noleggio del Millennium Falcon.

Uno Star Wars dal sapore western

La regia di Ron Howard ci fa immergere del particolare universo creato da G. Lucas, ma alcune inquadrature ed accorgimenti cinematografici ci offrono un particolare sapore western.

Le polverose e soleggiate lande del west vengono riproposte nei paesaggi spogli di un pianeta arido, le cui terre sono per lo più sabbiose e le coste rocciose. I centri abitati sono fatte di poche capanne di rottami dallo stile tribale africano raggruppate intorno ad una strada principale. L’edificio più importante è il punto di ritrovo e ristoro, il tipico SALOON, con il proprietario dietro il bancone ad asciugare i boccali e servire wisky.

Non mancano i momenti di silenzio, rotto solo dal cigolio di una porta, e poi i “moderni” pistoleri che si fronteggiano. Le inquadrature vanno dal piano americano, ai particolari delle fondine al cinturone e le mani pronte ad estrarre le armi, ai campi medi.

E come non notare l’assalto al convoglio sulle rotaie tra le montagne e il confronto tra i protagonisti ed i predoni fuori dal saloon? Ed il duello tra pistoleri “stellari”?

Sobborghi da Blade Runner

Corellia è un pianeta fortemente urbanizzato, controllato dall’Impero. A differenza di Coruscant la sua superficie è in parte coperta da acqua. Uno dei tratti distintivi di Corellia è l’inquinamento. Le acque dei fiumi sono grigie ed hanno un aspetto melmoso e denso, mentre una cappa nuvolosa copre il pianeta.

Nella prima parte del film assistiamo ad un inseguimento nei sobborghi di Corellia. Vicoli trasandati, abitati da ladruncoli e gestiti dalla malavita, ci mostrano lo spaccato più povero e malato della società dominata dall’Impero.

I colori sono freddi, sui toni dell’azzurro ed grigio, colore dominante su Corellia. Di tanto i tanto risaltano alcune luci gialle o gli aloni aranciati di motori ed armi in azione. Una bruma polverosa avvolge i bassifondi, mista ai fumi di scarico delle numerose industrie.

Droidi i vecchia generazione, mezzi di trasporto scalcinati, tubature arrugginite, strade fangose, mettono in risalto la decadenza e lo stato di abbandono dei bassifondi, in mettono contrasto con le strutture moderne e altamente tecnologiche dei quartieri benestanti.

L’attuazione è concentrata sui protagonisti mentre la popolazione cittadina, seppur presente, funge da sfondo, come fosse un particolare dell’ambiente col quale non c’è interazione.

Anche i suoni giungono distanti. Le voci dei protagonisti sembrano confinate intorno ad essi quasi a non poter raggiungere l’ambiente circostante, mentre le voci e i suoni ambientali arrivano smorzati, come il traffico cittadini quando si chiude la finestra.

Ed è così che mi è parso di rivivere le strade affollate e decadenti di Blade Runner. La gente rassegnata alla decadenza, i volti cupi e spenti, distaccati, dei cittadini che vivono meccanicamente; ed i toni cupi, quasi notturni anche quando è giorno, trasmettono l’idea di un mondo oppresso e stanco, quasi assopito.

Battaglie dalle guerre mondiali e richiami alla guerra dei mondi

In questo film siamo spettatori di una vera e propria guerra di trincea. Seguiamo i soldati imperiali alla conquista di un pianeta fangoso. Si vive nelle trincee e fra un assalto e l’altro ci si ripara nelle buche per sopravvivere alle esplosioni.

I soldati sono lerci, emaciati, l’equipaggiamento logoro, buttati sul campo di battaglia, con i soli blaster e fucili laser a ricordarci che stiamo guardando uno Star Wars.

E mentre i soldati si riparano nelle buche per decidere il nuovo assalto, tra i fumi e la polvere delle esplosioni, spuntano le zampe meccaniche degli AT-AT, con le loro teste tozze al di sopra delle nubi che perlustrano il terreno alla ricerca di soldati nemici. Esattamente come i tripodi alieni della Guerra dei Mondi (con Tom Cruise).

Non far cadere le fiale di Coassio!

Il Coassio è un carburante che si ottiene raffinando il Coassio grezzo estratto dalle miniere. È importante maneggiare con cura le fiale in cui viene riposto poiché è altamente esplosivo.

Nel film vediamo che le fiale sono trasportate in casse con isolanti termici e sistemi anti urti. Sollevando il coperchio si estrae il porta fiale, un lungo contenitore in cui esse si incastrano tutte in fila…

Vi ricorda qualcosa?

A me sì! Le terribili palline verdi di gas tossico del film The Rock (1996) con Sean Connery e Nicolas Cage. Solo che il Coassio è blu.

Il cravattino non è il mio stile

Gradualmente, nei film di Star Wars stanno mettendo sempre più cura nei dettagli soprattutto per quanto riguarda le caratteristiche dei personaggi.

Non farò spoiler ma vi invito ad avere occhio quando guarderete il film.

Un altro aspetto importante sono i costumi.

In questo film assistiamo a frequenti cambi d’abito da parte dei personaggi principali, poiché sono assai differenti i contesti in cui si troveranno. (Dalle montagne ghiacciate ai deserti sabbiosi, alla suite lussuosa di un mafioso).

Questo fatto però induce a familiarizzare di più con i personaggi poiché siamo portati ad assimilarli a noi, tramite un azione che anche noi compiamo, appunto il vestirsi. Gli abiti poi sono stati disegnati in modo tale da essere più vicini ai nostri.

Basti vedere il ricco completo di giacca e pantalone del capo mafioso, oppure il delicato abito nero con spacco di Qi’ra, oppure la giacca beige di Beckett in stile Henry Fonda ne Il mio nome è nessuno…

Il mio parere… meglio le stories!

Onestamente preferisco gli spinoff agli episodi sequel perché riescono a trasmettere meglio l’atmosfera di Star Wars, si ha l’impressione di vivere in quella galassia lontana lontana, e ne trasmettono un’immagine armonica.

I sequel, seppur fatti tecnicamente bene, mi hanno trasmesso confusione. Parlo principalmente di Episodio VII che è quello che mi è stato più difficile da capire e digerire in assoluto, mentre già Gli ultimi jedi mi è piaciuto di più.

Non parlo solo della trama dei sequel che ancora mi sembra caotica nonostante ho rivisto i film più volte ma anche dei personaggi, che in certe occasioni fanno cose che non sono da loro.

È come tornare a casa, sapere che è la tua casa, ma comunque non riconoscerla.

Di contro ho amato Rogue One e Solo.

Bene! Questo è tutto per la prima parte della recensione! Ne seguirà un’altra in cui farò spoiler e mi divertirò a parlare delle mie riflessioni riguardo i temi affrontati dal film.

Spero che la recensione vi sia piaciuta e vi sia utile! ☺

⭐Che la forza sia con voi, sempre

Photoshop: last minute mother’s day bookmark | segnalibro last minute per la festa della mamma 🌼

Hi guys! Have you got a present for your mother yet? If you haven’t but you want to give her something special and you have not much more time, this is the post for you! 🌼 Ciao a tutti! Avete già comprato un regalino per la mamma? Se non lo avete ancora trovato ma volete darle ugualmente qualcosa di speciale, anche se avete poco tempo, questo è il post che fa per voi!

We’re going to create a personalized bookmark step by step with Photoshop. But, if you’re terribly in a hurry you can download the one I realized. 😉 Andremo a realizzare insieme un segnalibro personalizzato con Photoshop passo dopo passo. Ma se siete davvero di fretta potete scaricare il file che ho preparato!

Download Happy Mothr’s day bookmark

This tutorial is useful if you’re mother doesn’t like reading, too. In facts, you can use this procedure to create a personalized wish card! 😃 questo tutorial vi sarà utile anche se vostra madre non è una lettrice assidua. Infatti, potete sfruttare questi passaggi per realizzare un biglietto di auguri!

1. Open Photoshop and set the length and height of your new file. I set 23 cm in height and 5 cm in lenght. But you can change them according to you purpose (if you want a bookmark or a card). 🌼 Aprite Photoshop e impostate l’altezza e la larghezza del nuovo file. Io ho messo 23 cm altezza e 5 cm in larghezza. Potete cambiarle in base al formato che vi serve (se volete fare un segnalibro o un biglietto).

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When you’re done, duplicate the sheet (right click on the layer) and hide the background. Quando avete finito, duplicate il livello (cliccando con il tasto destro del mouse sul livello) e nascondete lo sfondo.

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2. Use the writing tool T to type your message (i.e. happy mother’s day) or your mother’s name. Don’t worry about colours and other parameters, we’ll change them later, now choose the font. This will help you to place the pictures. If you need, you can rotate the image (Image —> rotate image —> 90º). 🌼 Usate lo strumento di testo T per digitare il vostro messaggio (es: Happy mother’s day!) o il nome della mamma. Non preoccupatevi dei colori e degli altri parametri, li cambieremo dopo, ora scegliete il carattere. Questo vi aiuterà a posizionare le immagini. Se è necessario potete ruotare il quadro (Immagine —> ruota immagine —> 90º).

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3. Take your favourite pic from your photos, from Google, pinterest, or anything else. If you have not so much time, it’s better to choose a png pic, so you have not to erase the parts you don’t want.🌼 Prendete le vostre immagini dalle vostre foto, da Google, Pinterst, o da qualunque altra parte. Se non avete molto tempo, è meglio scegliere delle immagini png, così non dovete cancellare le parti che non desiderate.

4. Place the pictures where you want. If you need, you can reflect them: use Ctrl+T to transform the object and type “-” (minus) in the L slot on the upper toolbar.🌼 Posizionate le immaigni dove volete. Se ne avete bisogno, potete riflettere le immagini: usate Ctrl+T per trasformare l’oggetto e digitate “-” (meno) nel riquadro della L nella parte superiore della barra degli strumenti.

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5. If you took a png image you can skip this step. If you have a normal jpg image and you want to erase some parts, select the layer and use the rubber. If you’re an expert you can use masks (as I did) to reach the same effect.🌼 Se avete scelto un’immagine png potete saltare questo step. Se avete una normale jpg e volete cancellare alcune parti selezionate il livello e usate la gomma. Se siete più esperti potete usare le maschere (come ho fatto io) per ottenere lo stesso effetto.

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6. Place the images and the message the way they look good for you. Then, change the colour and the parameters of the the message. Click the layer you copied from the background and use Shift+Backspace to fill the layer with your favourite colour.🌼 Posizionate le immagini e la scritta nel modo che preferite. Poi potete cambiare i colori ed i parametri della scirtta. Cliccate il livello che avete copiato dallo sfondo e usate Shift+Backspace per riempire con il vostro colore preferito.

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7. Optional step!! If you want, you can add details with the special brushes. I took the flower brush and added some daisies. Remenber to add a new layer when you use brushes.🌼 Step opzionale!! Se volte, potete aggiungere dettagli con i pennelli speciali. Io ho usato il pennello a fiore e ho aggiunto alcune margherite. Ricordate di creare sempre un nuovo livello quando usate i pennelli.

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Great! It’s done! Now you have a bookmark (or a card) for you mother! It’s time to print! 😃

Finito! Ora avete il vostro segnalibro (o biglietto) per la vostra mamma! Non vi resta che stampare!

 

It’s all for now! Hope you liked this tutorial! Please leave a comment and let me know what you think!

Per oggi è tutto! Spero che questo tutorial vi sia piaciuto! Lasciate un commento e fatemi sapere cosa ne pensate!

Bye! 🙂

Citazioni: my favourite STAR WARS QUOTES | May the 4th be with you! [It/Eng]

Ciao a tutti! Oggi è lo Star Wars Day! Hi everyone! Today is Star Wars Day! 😀

Io sono praticamente cresciuta con la saga di Star Wars. Comunque, oltre al fascino che mi ha sempre suscitato, questa saga per me ha anche un valore affettivo aggiunto perchè l’ho conosciuta grazie a mio padre che da piccola mi portava al cinema per vedere la prima trilogia ridigitalizzata e poi i prequel.

I grew up watching this saga. However, it’s not only the amazing work done by G. Lucas, this saga has a great sentimental value for me, because I knew it from my father who brought me to the cinema when I was a child to watch the first ridigitalized trilogy and then the prequels. 

Perciò, per celebrare lo Star Wars Day, eccovi alcune delle mie citazioni preferite della saga! So, to celebrate the Star Wars Day, here is some of my favourite quotes from the saga!

Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…

A long time ago, in a galaxy far far away…

Episode I

C’è sempre un pesce più grosso. There’s always a bigger fish. (Qui-Gon-Ginn)

La capacità di parlare non ti rende intelligente. The ability to speak does not make you intelligent. (Qui-Gon-Ginn)

Lui è nato per aiutare gli altri. He was born to help others. (Shmi Skywalker)

Il grande problema nell’universo è che nessuno aiuta gli altri. The biggest problem in the univers is no one helps each other. (Anakin)


Episode III

Io non ti riconosco più! Tu mi spezzi il cuore. I don’t know you anymore! You’re breaking my heart! (Padmè)


Rogue One

Sono uno con la Forza. La Forza è con me. I’m one with the Force. The Force is with me. (Chirrut Imwe)


Episode IV

Aiutami Obi Wan Kenobi! Sei la mia unica speranza! Help me, Obi Wan Kenobi! You’re my only hope. (Princess Leia)

è più una macchina ora che un uomo. He’s more a machine now than a man. (Obi Wan Kenobi)


Episode V

Fare o non fare, non c’è provare. Do or do not, there is no try. (Yoda)

 

Luke: “Non posso crederci!” “I don’t believe it

Yoda: “Ecco perchè hai fallito…” “That is why you fail…

 

Leia: “Ti amo” “I love you.

Han: “Lo so.” “I know.


Episode VI

Quando novecento anni di età avrai, bello non sembrerai. When nine hundred years old you reach, look as good, you will not. (Yoda)


 

Episode VIII

Il più grande maestro il fallimento è. The gratest teacher failure is. (Yoda)

 

Spero chr questo post vi sia piaciuto! Ho molte altre citazione che vorrei condividere, volete che faccia un altro post? Ditemelo in un commento qui sotto! Hope You guys enjoied this post! I have many other quotes I want to share, do you like to know? Tell me in the comments below!

Come sempre, lasciate un commento e seguitemi su Instagram e Youtube! As Always leave a like and follow me on Instagram and Youtube!

CHE LA FORZA SIA CON VOI SEMPRE

MAY THE FORCE BE WITH YOU ALWAYS

Adobe InDesign: How to decor your planner | come decorare la vostra agenda [It/Eng]

Ciao a tutti! Nello scorso post abbiamo visto come fare una tabella con InDesign; abbiamo creato un planner mensile. Oggi vediamo come decorarlo. Hi guys! Last time we saw how to make a table with InDesign; we created a monthly planner. Now We’re going to see how to decor it.


Beautiful titles

Fate click col tasto destro sul titolo e scegliete Effetti per selezionare uno degli effetti disponibili. Si aprirà una finestra dove potete cambiare i parametri per personalizzare colore, opacità, luminosità ecc… Use a right click on your title and choose Effects to select one (or more) effects. There will be a window where you can change the parameters to personalize colours, opacity, brightness etc…

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Frames and lines

Cliccate sullo strumento linea retta nella barra degli strumenti a sinistra per disegnare una linea. Ci sarà una finestra per modificare i parametri. Potete cambiare il tipo di linea, gli estremi, lo spessore, gli angoli… Nella stessa finestra potete anche cambiare il colore. Aggiungete tutte le linee che volete per decorare la vostra pagina. Click on the line tool on your left toolbar and draw a line where you prefere. There is a window to change the parameters. You can modify the type of line, the ends, the widht, the corners… In the same window you can also change the colour. Add as may line as you want to decor the page.

Potete usare la stessa finestra per modificare le linee ed i bordi delle vostre caselle di testo o delle forme geometriche. You can use the same window to change the lines of your textbox and shapes.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Adding pictures

Per aggiungere un’immagine potete copiarla ad incollarla sulla pagina. Se l’immagine è più grande di quello che serve, fate click col destro su di essa e selezionate Trasforma —> Ridimensiona (S). Se è necessario potete ruotare (R) o inclinare. Per far ciò ci sono anche degli strumenti nella barra a sinistra. To add a picture you can copy and past it on the page. If it is bigger than the size you need, do a right click on the pic and select Transform —> Scale (S).  If you need you can rotate (R) or tilt it. There are also tools on the left toolbar to do these changings.

Potete applicare anche all’immagine tutti gli effetti che conosciamo. (es: io ho modificato la trasparenza). You can apply all the effects we know to the pic, too. (i.e.: I changed the transprency.)

Inserite le immagini dove volete. Place the pics where you want.

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Finish!

Quando siete soddisfatti del risultato potete esportare il lavoro in pdf: File —> Esporta. When you’re done you can save your work as a pdf: File —> Export.

Infine, non dimenticate di salvare il progetto nel formato di InDesign (.indd). Don’t forget to save the project as InDesign (.indd).


Questo è tutto! Spero che questa guida vi sia di aiuto. Fatemi sapere cosa ne pensate con un commeto. That’s it! I hope this guide will be helpful. Let me know what you think with a comment below!

Se vi è piaciuto il mio lavoro potete scaricare il mio planner mensile di Maggio! If you liked my work you can download my May planner!

Download May Monthly planner

Sguitemi anche su Instagram e Youtube per non perdervi i miei prossimi lavori! Follow me on Instagram and Youtube so you don’t miss my next works!

Bye! Ciao! 🙂

 

 

 

 

Adobe InDesign: How to make a table in 6 steps | come creare una tabella in 6 passaggi [It/Eng]

Ciao a tutti, cari lettori! Ultimamente sto lavorando con InDesign, un programma che non avevo mai usato, voglio perciò condividere con voi quello che ho imparato da sola. Sono davvero all’inizio quindi si tratta di cose molto semplici. Hi everyone! Lately I was working with InDesign, a program I’ve never used before, so I want to share with you what I’ve learnt. I’m just a beginner so they will be very simple tricks.

Ecco quindi come si realizza una tabella generica con Adobe InDesign. Well, let’s see how to realize a basic table with InDesign.

Aprite InDesign e selezionate Documento. Open InDesign and select Document.

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1 Sheet parameters

Ora potete scegliere i parametri del foglio. Io ho usato un A4. Se volete, potete lavorare con un foglio verticale o orizzontale. Quando siete soddisfatti cliccate OK. Now you can choose the settings. I used the A4 parameters. If you want you can work with the horizontal or vertical sheet. When you’re done, click OK.

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2 Titles

Cliccate su T, sulla sinistra, per selezionare lo strumento di scrittura, quindi disegnato il box dove volete scrivere (es. May). Il box può essere modificato in larghezze e altezza quando e come volete; InDesign ha gli snap automatici alle linee guida della pagina, inoltre vi indica le proporzioni e le posizioni del vostro goddetto rispetto agli altri presenti nella pagina. Dopo che avete scritto potete cambiare il font e gli altri parametri del testo nella finestra delle proprietà del testo. Click on T, on the left, to select the text tool, than draw the box where you want to type your text (i.e.: May). The box can be modified in width and height whenever you want; InDesign has the automatic snap to the guide lines, also it indicates you the proportions and positions of objects referred to other elements in the page. After writing you can change the font and other parameters of the text in the proper window.

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3 Insert table

Selezionate T e disegnate un altro box di testo, cliccate nel box e poi su Tabella —> Inserisci tabella. Ora inseriamo il numero delle righe e delle colonne. Abbiamo bisogno di 7 colonne (uno per ogni giorno della settimana) e 6 righe (una per i giorni e 5 per le settimane).  Select T to draw a new textbox, click inside the box and than on Table —> insert table. Now insert the number of lines and columns. We need 7 columns (one for each day of the week) and 6 lines (one for the days and 5 for the weeks).

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4 Edit table

Cliccate su Tabella e selezionate le opzioni per modificare larghezza e ampiezza delle celle. Se spuntate Anteprima in basso a siistra potete vedere in tempo reale le modifiche che apportate. Click on Table and select the options to custom width and height of the cells. If you check the option in the lower left corner you can see how you are modifying the table while changing the parameters.

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5 Insert days

Scrivete i giorni ed i numeri, poi selezionate la colonna Domenica con lo strumento per scrivere. Cliccate sulla piccola T sulla sinistra (indicata dalla freccia rossa) e fate doppio click sulla T nera per cambiare il colore delle scritte. Write the days and the numbers, than select the Sundays column with the typing tool. Click non the small T on the left (the one pointed by the red arrow) and double click on the black T to change the color of your letters.

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Perfetto! Avete appena creato la vostra tabella base con InDesign! Perfect! You have just created your own basic table with InDesign!

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Anche per oggi è tutto! Spero che questo tutorial vi sia piaciuto. Fatemi sapere se vi è tornato utile, lasciatemi un commento qui sotto! That’s everything for today! I hope you like this tutorial. Tell if it will be useful, leave your comments below!

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See you soon! Bye! -)

Cinema: Ready Player One (S. Spielberg) | parliamone… (con SPOILER) [It]

Buongiorno (o buonasera), cari lettori! All’inizio di Aprile sono andata a vedere l’adattamento cinematografico di Player one, il romanzo di E. Cline che vi ho recensito qualche settimana fa. Ho letto il libro tutto d’un fiato prima di vedere il film al cinema per avere un quadro più completo. Perciò volevo condividere il mio punto di vista anche se questa non vuole essere una vera e propria recensione perché non sono molto ferrata in materia di cinema.

Per la recensione del libro cliccate qui, così saprete tutti i riferimenti ai fatti e ai personaggi.

Effetti speciali ed ambientazioni

Consiglio: se potete guardatelo in 3D. Se il film non è più nelle sale, pazienza. Se lo avete già visto in 3D, vi invidio. Perchè?

Perchè ovviamente, tutte le scene sono costruite in modo tale da rendere al massimo della spettacolarità con i dispositivi 3D. Sì, ma perchè ce lo raccomandi così tanto?

Perchè il concetto di tridimensionalità e esperienza virtuale realistica sono il tema del romanzo (e quindi del film). Tutta la storia ruota intorno al concetto di “vivere il mondo virtuale come se fosse reale”. OASIS attrae perchè permette di vivere esperienze straordinarie in una proiezione 3D in cui l’utente è immerso tramite visore e tute aptiche. Quindi vedere il film con gli occhiali per il 3D è come un pò imitare l’immergersi dentro OASIS ed immedesimarsi nel nella storia.

L’utilizzo di compute grafica e svariati altri effetti speciali è predominante, come il tema del libro lascia presupporre, e questo penso sia del tutto comprensibile. Ci sono alcuni momenti però in cui l’utilizzo della computer grafica rende l’ambientazione surreale e poco credibilele nelle scene ambientate nel mondo reale, soprattutto quelle riguardanti le cataste. Non so se sia voluto o meno ma non mi hanno proprio convinto.

OASIS: Fantastico! Ovviamente l’80-90% delle ambientazioni delle scene sono fatte al computer ma del resto non poteva essere altrimenti; OASIS è virtuale. Non parlerò degli aspetti tecnici perchè non è il mio campo, ma voglio sottolineare quelli che secondo me sono gli aspetti che rendono l’idea della cura dedicata alle scene, tralasciando le solite esplosioni, distruzioni, costruzione di mondi, combattimenti, sparatorie ecc…

  • Grande varietà di mondi inventati ed interpretati dal romanzo;
  • Gli effetti di costruzione/smaterializzazione dei personaggi che si collegano e scollegano al server;
  • L’effetto della scomposizione in pixels della tunica di Anorak e della proiezzione di Parzival nella chatlink di Sorrento, in base ai movimenti del personaggi;
  • L’idea di mostrare il “negativo” del mondo virtuale che possiamo gustare nella prima sfida che i personaggi affrontano (chi ha visto il film sa di cosa parlo, per chi non lo ha visto… guardatelo!);
  • La grande varietà di textures utilizzate per gli avatar dei personaggi.

 

Citazioni

Come nel romanzo si trovano citazioni a videogiochi, giochi da tavolo, serie TV, film, fumetti, musica e altro, appartenenti alla cultura pop e geek anni 80. Ovviamente ci sono anche riferimenti a opere videoludiche più moderne ma sono leggermente in secondo piano.

La mia citazione videoludica preferita? Minecraft.

La mia citazione cinematografica preferita? Il gigante di ferro.

Domanda: anche secondo voi il personaggio del curatore è un riferimento al maggiordomo di Richy Rich – il bambino più ricco del mondo (con MacCaulay Culkin)?

 

INIZIO SPOILER


Adattemaneti della trama (SPOILER) e riflessioni

Il regista ha praticamente cambiato le prove che ci sono nel libro. Ha mantenuto la ricerca delle chiavi ed ha eliminato la ricerca delle porte (probabilmente perchè altrimenti il film sarebbe durato quattro ore).

  • Prima prova: La corsa di macchine. Chi ha letto il libro sa che la prima prova da affrontare per ottenere la chiave di rame consiste nel risolvere l’enigma, scoprire la tomba ispirata a D&D, superare i tranelli e sconfiggere il Lich ad un cabinato. Nel film tutto ciò è sostituito da una corsa di “macchine” che si ripete finchè qualcuno non riesce a superare King Kong e raggiungere il parco dove è nascosta la chiave di rame. Penso che la scelta sia stata orientata dall’idea di rendere più movimentata la storia e per inserire un riferimento ad un gioco molto più familiare alla maggior parte dei giocatori. Infatti, chi di noi non ha mai giocato alle corse di auto?
  • Seconda prova: Il ballo ed il grande errore di Halliday. Nel libro Art3mis trova la chiave di smeraldo risolvendo l’enigma dei premi. Nel film sempre Art3mis trova la seconda chiave ma risolvendo il rompicapo che si riferiva al grande salto che Halliday non aveva fatto, ovvero invitare fare la prima mossa con la ragazza che amava. Penso che anche in questo caso sia adeguato il cambio. Perchè mette in risalto il lato umano di Halliday, che nel libro secondo me è poco approfondito durante il romanzo, e perchè rimarca quello che è il messaggio della storia, ricordardi che la vita vera è fuori da OASIS.
  • Terza prova: La sfida ad Adventure. Nel libro Parzival deve affrontare diverse prove ispirate a Blade runner, Black Tiger e The Tamples of Syrinx. Nel film la chiave si trova all’interno del gioco Adventure.

 

Parzival & Art3mis. Un’altra sostanziale differenza con il romanzo è l’incontro tra Wade (Parzival) e Samantah (Art3mis) che avviene solo alla conclusione. Il motivo è la riluttanza di Samantah a lasciarsi gurdare da Wade per via della voglia rossa sul viso. In questo caso ritorna il tema del diversa identità che si ha su OASIS. In generale sul web creiamo dei profili a nostro piacimento e mostriamo agli altri solo ciò che vogliamo sia trasmesso di noi. Questo ci porta a manifestare sempre il lato migliore di noi e a nascondere i difetti “lasciandoli” nella vita reale. Per questo Art3mis insiste nel non voler stringere legami con Parzival, perchè sa che dietro un avatar c’è una persona più complessa e che in qualche modo si può rimanere delusi dall’altro che non si è mai visto se non in forma di avatar.

Il Curatore. Nel libro è un personaggio assente. Nel film è l’alter ego di Ogden Morrow, amico e collaboratore di Hallyday, che sovrintende al gigantesco archivio dei dati riguardanti la vita di Hallyday. Nel libro invece Og, questo il nome del suo avatar, è uno degli amministratori e supervisori di OASIS, anche se ormai in pensione, che si è riservato la possibilita di moderare il comportamento degli utenti e di avvedere alle chat. Ed è in questo modo che aiuta i protagonisti.

Daito & Shoto. Nel libro Daito viene ucciso dalla IOI per impedirgli di raggiungere l’Easter Egg. In più i due ragazzi non sono fratelli ma amici che si sono conosciuti su OASIS. Sinceramente non ho capito perchè hanno voluto “salvare” il personaggio nel film…

I-r0ck. Nel libro è un avatar che frequenta Ludus (il pianeta della scuola) e che si atteggia a gradasso e spaccone. Sarà lui a rivelare che Parzival e Haech frequentano la scuola su Ludus e quindi a rivelare dove si trova la prima chiave. Nel film assume un ruolo più importante (infiltrato, affiliato con la IOI e Sorrento) e secondo me è stata una buona scelta, anche perchè nel libro esce di scena dopo la prima chiave e non viene più ripreso.

La conclusione

Avevo trovato la conclusione del libro un pò frettolosa se paragonata alla cura meticolosa che c’è stata per tutto il romanzo nel tentativo di riportare tutti i riferimenti alla cultura anni 80 ed alle azioni dei personaggi. Avrei preferito una sorta di epilogo che spiegasse come si sono evoluto le cose subito dopo la vittoria.

Fortunatamente nel film hanno rimediato e si vede come i ragazzi, imparata la lezione di Hallyday (vivere nella vita vera piuttosto che nella finzione altrimenti si rischia di non aver mai vissuto veramente), decidono di chiudere OASIS il martedì e il giovedì.


 

Bene! Siamo riusciti ad arrivare alla fine!

Se non avete visto il film ve lo raccomando. Se vi piace il genere fantascientifico, risulta godibile sia se avete letto il libro sia se non lo avete letto e sia se volete un film per passare una serata.

Voi lo avete visto? cosa ne pensate? Avete riconosciuto tutti gli easter egg? quali sono i vostri preferiti?

Fatemi sapere nei commenti!

Ciao! 🙂

 

 

 

Plan with me: Matrix planner | un’agenda ispirata a Matrix [It/Eng]

🍕[It]

Ciao a tutti, cari lettori! Oggi vi propongo il mio ultimo lavoro con Photoshop! Ho realizzato una versione più semplice del mio planner, questa volta ispirandomi al codice binario che mi ricorda sempre Matrix.

Volevo creare qualcosa che fosse minimalista e facile da usare perciò ho scelto un font semplice ed ho eliminato i vari disegni.

Spero possa essere utile anche per chi ha bisogno di un’agenda formale ma che sia anche di ispirazione.

Ho lasciato la pagine che erano presenti anche nella versione precedente:

  • Tabella delle password;
  • planner trimestrale;
  • planner mensile;
  • planner settimanale

La versione italiana ed inglese sono identiche perchè ho mantenuto le scritte in inglese.

Potete scaricare qui il pdf oppure in fondo alla pagina. Vi lascio le immagine dell’agenda settimanale così potete vedere il nuovo stile. Spero davvero che vi piaccia!

Ciao ciao! 🙂

Scarica Matrix planner

🚕[Eng]

Hi everyone! Today I want to show my latest work on Photoshop! I realized a simple version of my planner, this time inspired by the digital code that always remindes of Matrix.

I wanted to create something minimal and very easy to use so I choose a straight font and I eliminated avery sort of drawing.

I hope it can be useful for those who need a more formal but also inspiring planner, too.

As you can see I used the same templates of the previous planner:

  • passwords planner;
  • trimestral planner;
  • monthly planner:
  • weekly planner.

You can download the pdf right below. In the slideshow you can see the weekly planner with the new style. I really hope you like it!

See you soon! 🙂

Download Matrix planner

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Weely planner

Fantasia e Cultura: il ruolo del racconto MITICO

Cari lettori, ho ritrovato da un pò un vecchio libro di mia madre sulla mitologia classica, in più nel corso dei miei studi per i prossimi esami mi sono imbattuta in un capitolo che trattava il tema dell’importanza del mito all’interno delle culture. Perciò pensavo di condividere con voi questo mio approfondimento sulle origini del mito e del legame tra “fantasia” e cultura.

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In uno dei precedenti post vi ho parlato del mito di Vulcano o Efesto, il dio del fuoco, della forgiatura e della metallurgia, che secondo la mitologia calssica (Greca e Latina) lavora incessantemente nelle sue fucine nascoste nelle viscere di un vulcano.

Tutte le culture, esattamente come quella dalla quale deriviamo, sono ricche di racconti mitici, e personaggi mitologici. Questo perchè coloro che appartengono ad una cultura, nel corso del tempo hanno sentito il bisogno di spiegare il “mondo” in cui vivevano. Da questo sentimento deriva una cosmologia, che in senso antropologico rappresenta una visione del mondo e la riflessione sulle sue parti.

Ogni popolo quindi ha costruito una propria visione del mondo complessa e coerente, che parte dallo spiegarne la creazione fino a riflettere sulle relazioni interpersonali, sui rapporti sociali e a dare quindi solidità al contesto in cui si vive. Le cosmologie contengono quindi i miti della creazione del mondo (Cosmogonie: teorie sull’origine dell’universo), dell’orignie dei viventi e delle divinità (Teogonie: storie sulle divinità), dell’istituzione dei rituali, della distinzione tra i sessi ecc…

Le caratteristiche del mito

  • Spazio e Tempo non sono concepiti secondo la nostra esperienza pratica: le azioni dei protagonisti non tengono conto della successione temporale (prima e dopo) e possono svolgere compiti impiegando tempi più corti o più lunghi rispetto all’esperienza comune. Inoltre, agiscono, abitano o si muovono in luoghi che gli uomini non possono raggiungere.
  • Umani e natura: in questi racconti gli umani parlano con gli animali, rocce, astri, alberi… e viceversa.
  • Presenza degli dei e degli spiriti.
  • Antropomorfizzazione della natura: flora e fauna acquisiscono caratteristiche umane (linguaggio, sentimenti, emozioni).
  • I miti raccontano di un’iniziale equilibrio cosmico nel quale si trovano a vivere umani, animali, dei e spiriti accomunati dalle stesse capacità. Dalla rottura dell’equilibrio ha origine il mondo come lo conosciamo.
  • L’equilibrio solitamente è rotto da un personaggio particolare, metà umano e metà animale o un semidivino, che ha una natura ambigua e un comportamento preculturale (non regolato dalla cultura).

A cosa serve il mito?

Secondo l’antropologia, il mito ha diverse funzioni:

  • Speculativa: indagare e spiegare le origini ed il funzionamento del mondo.
  • Pedagogica: insegnare alle nuove generazioni.
  • Sociologica: insegnare la distinzione tra cosa è bene e cosa è male.
  • Classificatoria: trovare il modo di dare un “ordine” alle cose della natura e dell’ambito umano.
  • Giustificare l’ordine esistente, fornire una morale per i rapporti umani, fissare un codice di comportamento (Malinowski, 1976).

Conclusioni

In conclusione, il mito non è un racconto fantastico fine a se stesso.

Nel corso della storia l’umanità si è sempre servita di elementi “fantastici” per spiegare in modo coerente l’universo ed il mondo in cui vive, dando vita ai miti ed ai riti che caratterizzano le diverse culture. Ciò nasce dall’esigenza di trovare una risposta e dare un ordine alle cose che ci circondano.

Ad oggi esistono diverse culture che fanno riferimento ai miti. Il pensiero Occidentale invece si è indirizzato negli ultimi secoli verso il pensiero scientifico che ha un diverso approccio (logico e causale) nell’indagare e spiegare la realtà fisica ed umana, tuttavia anche nella nostra cultura persistono dei miti (escludendo quelli che attribuiamo alla storia della nostra cultura: mitologia classica, nordica ecc…), soprattutto nelle aree in cui si tendono a mantenere le antiche tradizioni popolari.

Bibliografia

Elementi di antropologia culturale, Ugo Fabietti, terza edizione.

Wikipedia

Anche per oggi è tutto! Spero abbiate trovato interessante questo articolo col quale volevo approfondire il legame tra il “fantastico” (come lontendiamo noi, frutto della fantasia, invenzione) e l’uso che ne ha fatto l’uomo ed il senso che gli ha attribuito, che può sembrare banale ma in effetti non lo è.

Se questo articolo vi è piaciuto fatemelo sapere con un like od un commento, se vi va! Ci sentiamo al prossimo post!

Ciao! 🙂

Plan with me: Aprile | Errata corrige + english planner

Cari lettori, questo è un post breve di sola “informazione di servizio”.

Ho fatto alcune correzione al Planner Aprile che vi avevo proposto per Aprile ed ho aggiornato il file che potrete trovare nel vecchio post.

Infine, ho tradotto il planner in inglese. Potete scaricarlo qui: April planner eng

Comunque potete trovare tutti i file dei planner raccolti ed organizzati nella pagina dedicata Free Planners!

E questo è tutto!

Vi auguro una buona serata. Ci sentiamo al prossimo post!

Ciao! 🙂